Un’idea per la prossima Pasquetta

Una giornata all’insegna dell’arte e della cultura

Suggeriamo di visitare la Pinacoteca del Castello Svevo di Barletta dove è conservato il quadro ‘Mattinata’, acquerello del maestro dell’arte pittorica Raffaele Gironda, impressionista, nato a Barletta nel 1873, allievo con De Nittis di G. B. Calò.

Quest’opera ritrae la rotabile, che da Sellino Cavola mena a Mattinata, e il panorama circostante sul finire dell’Ottocento.

La tela riproduce un tratto della strada Sellino Cavola – Mattinata all’altezza della seconda tufara, prima del curvone (revolete) che mena in discesa a Mattinata. La strada fu inaugurata nel 1893 dal passaggio della prima autovettura a motore.

Per saperne di più: De Nittis, il parigino

Da Barletta a Parigi, trentotto anni vissuti all’insegna dell’arte e dell’”atmosfera”, quella che Giuseppe De Nittis cercava di fare rivivere in tutte le sue tele.

All’artista è dedicata la mostra aperta fino a maggio nel padovano Palazzo Zabarella, centoventi opere arrivate – principalmente ma non solo – dalla città pugliese di origine come da Parigi, che lo aveva accolto ventunenne e nei cui pressi il pittore muore giovanissimo nel 1884.
Il più francese degli “Italiens” e “più parigino dei parigini”, come lo definì un amico, De Nittis è perfettamente integrato nell’ambiente artistico parigino e gioca alla pari con i colleghi francesi; con Manet, Degas e il gruppo degli Impressionisti intrattiene un’intensa vita sociale e intellettuale, condividendone spirito innovativo e temi.

Nella mostra di Padova, organizzata in ordine cronologico, si trovano tutte le sfaccettature dell’universo di De Nittis. Paesaggi campestri e urbani e, quando è a Napoli, vedute del Vesuvio che fotografano il momento vissuto, come in un album di ricordi o in una cronaca per immagini. L’avanzare della modernità e il lento ritrarsi della natura ai margini della città sono documentati da De Nittis con uno stile tutto suo e in modo consapevole. Nel Taccuino che tiene dal 1870 fino all’anno della morte,. il pittore scrive: ”Conosco tutti i colori, tutti i segreti dell’aria e del cielo nella loro intima natura. La natura, io le sono così vicino! E (…) i paesi ove sono vissuto: Napoli, Parigi, Londra. Li ho amati tutti. Amo la vita, amo la natura.. Amo tutto ciò che ho dipinto”.

E poi i ritratti – soprattutto femminili -, la moglie Léontine come principale modella: la figura femminile viene ritratta con uno sguardo più profondo dell’apparenza, nel suo vivere quotidiano e sociale, al parco o nei caffè, nel salotto di casa o lungo i boulevards cittadini, sempre elegante e moderna come il tempo che attraversa.

Quello che colpisce, nei ritratti come nelle vedute urbane di città in divenire, è la lucidità dello sguardo; impressionista nel tratto e nei toni, De Nittis è realista nella capacità di penetrare il presente: osserva, vede e fotografa con il pennello, con una chiarezza che è intellettuale e pragmatica prima ancora che estetica. Non è allora un caso se il catalogo racconta il De Nittis analista del mercato artistico su cui si (pro)muove, attento a conciliare estetica ed economia. E infatti le sue opere piacciono ai critici, ai galleristi e al pubblico, si vendono in Francia e in tutta Europa e finiscono in case private e nei musei. Le sue “Rovine delle Tuileries” sono la prima opera moderna non francese mai acquistata dal Musée du Luxembourg, non male per il giovane artista di provincia arrivato da Barletta nel cuore dell’Europa.
Moderno, De Nittis, anche in questo.

De Nittis
Padova, Palazzo Zabarella


  • Antonio Latino

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