Scuola, il Tar in Puglia sospende l’ordinanza di chiusura: “Non coerente con il Dpcm”

La decisione dei giudici amministrativi dopo il ricorso di alcune famiglie e del Codacons Lecce contro la decisione di chiudere le scuole fino al 24 novembre. In giornata attesa la nuova ordinanza valida dal 9 novembre

Il Tar della Puglia ha accolto la richiesta di sospensione dell’ordinanza del presidente della Regionale che da fine ottobre ha disposto la chiusura di tutte le scuole ad esclusione di quelle dell’infanzia con un intervento più restrittivo rispetto a quello previsto dall’ultimo Dpcm.

Lo ha reso noto il Codacons di Lecce che con alcuni genitori aveva presentato ricorso. La decisione è arrivata quando la giunta regionale sta disponendo una nuova ordinanza che entrerà in vigore da lunedì 9 novembre.

Michele Emiliano aveva preso la decisione di delegare la scelta alle famiglie, almeno per ciò che riguarda le scuole elementari e la prima media, sul seguire le lezioni in presenza.

Adesso la decisione del Tar stravolgerà tutto e pertanto dopo la decisione dei giudici amministrativi tutti gli studenti pugliesi dovranno rientrare in classe da lunedì 9 novembre.

Per Terza Sezione del TAR di Puglia “l’ordinanza del Presidente della Regione Puglia con cui è stata disposta la didattica integrata per tutte le scuole di ogni ordine e grado sul territorio regionale, ad eccezione dei servizi per l’infanzia, interferisce, in modo non coerente, con l’organizzazione differenziata dei servizi scolastici disposta dal sopravvenuto DPCM 3 novembre 2020”.

Il Dpcm, sottolinea il Tar, “colloca la Puglia tra le aree a media criticità (la cosiddetta “zona arancione”) e persino per le aree ad alta criticità (le “zone rosse”) prevede la didattica in presenza nelle scuole elementari”.

Ma c’è un altro tema importante che hanno sollevato i giudici amministrativi: quella della didattica a distanza. “In Puglia molte scuole e molti studenti non sono sufficientemente attrezzati per la didattica digitale a distanza”, ne consegue che l’ordinanza “si traduce in una sostanziale interruzione delle attività didattiche e dei servizi all’utenza scolastica”. I ricorrenti avevano lamentato proprio le difficoltà di alcune famiglie a ottemperare alla didattica a distanza.

“Il rilevato profilo di inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad attivare subito la Dad costituisce ragione di urgenza per disporre la misura cautelare”, è scritto nel decreto.

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