Slow Food e Parco insieme per migliorare la qualità dei presidi

Convocati gli allevatori per l’adesione ai disciplinari di produzione

Il Parco Nazionale del Gargano, insieme alla Fondazione per la Biodiversità di Slow Food, è sceso in campo per varare un importante progetto in difesa delle produzioni tradizionali. E lo ha fatto, convocando presso la sede dell’ente, in via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo, gli allevatori e i produttori del Gargano (circa una cinquantina) dei sei presidi Slow Food (agrumi del Gargano, anguille di Lesina, fave di Carpino, caciocavallo podolico del Gargano, carne di vacca podolica del Gargano e carne di capra garganica).

La riunione, la prima del genere organizzata sul territorio pugliese e del Gargano, ha riscontrato una massiccia adesione di partecipanti, tutti interessati a divenire paladini del cibo “buono, pulito e giusto”, secondo i principi dell’Associazione Slow Food, organizzazione internazionale non profit nata 21 anni fa e che oggi coinvolge 40.000 persone in Italia e più di 80.000 nel mondo ed è presente in 130 paesi dei cinque continenti.

Lo scopo del Parco e di Slow Food era ed è quello di migliorare la qualità dei presidi attraverso una serie di regole (che vanno dalle normative igienico sanitarie a quelle commerciali) da inserire in un disciplinare, che gli allevatori dovranno osservare, ma soprattutto condividere perchè ´non vi può essere miglioramento di un presidio, senza la totale adesione al progetto di difesa delle produzioni tradizionali, degli attori protagonisti, che in questo caso siete voi” ha detto, rivolta agli allevatori, Linda Nano dell’Ufficio Nazionale Presidi Slow Food.

Si punta a confezionare un prodotto che sia qualitativamente certificato. Per fare ciò è necessario garantire che il ciclo produttivo rispetti una serie di parametri. ´Vi chiediamo di lavorare onestamente” ha aggiunto la Nano ´nell’interesse delle vostre produzioni. Ecco perchè dobbiamo conoscere le vostre aziende e le vostre attività. Vi indichiamo una strada da percorrere nella consapevolezza che Slow Food è un potente veicolo di promozione del prodotto e del diritto al piacere, a tavola e non“.

L’Ente Parco non ha mai lesinato sforzi per promuovere ed incentivare le tradizioni agricole ed enogastronomiche della Montagna del Sole, vedi anche i recenti successi alla ITB di Berlino, al Salone del Gusto di Torino, alla manifestazione Cheese di Bra (Cuneo), quando andarono a ruba diversi quintali di caciocavallo podolico.
Il direttore Filomena Tanzarella ha evidenziato, a tal proposito, gli sforzi economici compiuti dal Parco sul versante dell’istituzione dei sei presidi Slow Food nonchè l’ultimo accordo siglato con l’Apa (Associazione provinciale allevatori), iniziativa fortemente voluta dal presidente del Parco Giandiego Gatta, per l’incentivo agli imprenditori zootecnici che si impegneranno al mantenimento in purezza della mucca podolica nei prossimi due anni (circa 500 capi in selezione).

L’obiettivo di avere imprenditori preparati a migliorare la qualità dei presidi Slow Food, ha evidenziato la necessità di “formare” chi svolge attività di produzione alimentare sul territorio. A tal proposito a breve verrà fatta richiesta al Ministero di allestire dei corsi, della durata di due giorni, tutti tesi all’attività di formazione degli allevatori.
Angelo Perna, responsabile del settore Conservazione della natura dell’Ente, ha colto l’occasione per segnalare all’associazione Slow Food le problematiche normative che affliggono la produzione di caciocavallo podolico. Linda Nano ha assicurato che la questione verrà portata all’attenzione del Ministero dell’Agricoltura e sarà oggetto di un convegno monotematico in occasione di Cheese 2007.

(Ufficio Stampa Parco Nazionale del Gargano)

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