Oasi Lago Salso: ecco il Centro di recupero Tartarughe marine

Un presidio all’avanguardia nel settore che può essere visitato

Dopo gli uccelli anche le tartarughe. L’Oasi Lago Salso, un comprensorio palustre allo stato primordiale che si estende per oltre cinquecento ettari nell’agro di Manfredonia, ad una manciata di chilometri dalla città, si conferma riserva naturalistica dalle grandi risorse. Regno accogliente e incontrastato di innumerevoli specie di uccelli peraltro in aumento, ospita ora un Centro specialistico per il recupero di tartarughe marine in qualche modo sottratte traumaticamente al loro habitat naturale, il mare appunto.

La F.A.O., l’organizzazione mondiale per l’alimentazione e l’agricoltura, ha calcolato che sono intorno alle 60mila le tartarughe marine catturate ogni anno nel Mediterraneo durante le attività di pesca professionale. Circa dieci mila solo nei mari italiani. Di esse dal 10 al 50 per cento non sopravvivono. A tale quadro poco rassicurante vanno aggiunte le minacce provenienti dal traffico e dal turismo nautico, dalla erosione delle coste che non consentono una tranquilla deposizione delle uova e così via dicendo. Insomma: quei poveri e mansueti animali caratterizzati dalla inconfondibile corazza, veri fossili viventi, sono esposti ad un sistematico sterminio. Occorre pertanto fare qualcosa per venire loro in aiuto.

Si è così messo mano al progetto Tartanet: una rete di Centri di recupero tartarughe marine organizzate, ovvero strutture multifunzionali finalizzate all’attuazione della strategia nazionale per la conservazione della specie e al coordinamento delle attività che localmente vengono svolte da diversi gruppi di ricerca e protezione (vedi il sito)

L’iniziativa è del Settore conservazione natura di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto. è portato avanti in partenariato con AGCI Pesca, Area Marina Protetta di Punta Campanella, Fondazione Cetacea, Legambiente, Lega Pesca, Parco Naturale della Maremma, Università di Siena e Università di Torino.

I Centri si avvalgono di uno staff costituito da un biologo esperto in tartarughe marine e di un veterinario a cui è affidata la direzione sanitaria. Gli interventi previsti sono di tipo strettamente sanitario: cura quindi degli animali feriti, decorso post-operatorio, rilevamento dei dati biometrici, parassitologici ed ecotossicologici.

Il Centro di recupero tartarughe marine di Manfredonia è conforme a tali standard. A dirigerlo sono il dottor Michele Manzella, veterinario, direttore sanitario, e il dottor Matteo Falcone, biologo, responsabile scientifico. Entrambi sono di Manfredonia.
Allocato in una palazzina dell’ex Daunia risi, dispone di vasche per la degenza delle tartarughe da riabilitare. “Una volta guarite” annota il dottor Falconee marcate con apposita targhetta, le tartarughe tornano in libertà, rimesse in mare“. Il Centro tartarughe di Lago Salso ha già una prima paziente.

Il Centro” spiega il dottor Manzellaoltre alle normali strumentazioni di base, è attrezzato di sala operatoria per qualsiasi intervento di chirurgia veterinaria sulle tartarughe marine, e di una sala per raggi X. Naturalmente dopo gli interventi chirurgici, le tartarughe sono sottoposte a trattamenti terapeutici specifici per ricondurle alle normali condizioni di vita in mare“.

Il Centro Tartanet dell’Oasi Lago Salso compreso nel Parco nazionale del Gargano, fa parte dei cinque Centri di nuova costituzione (nel Parco naturale della Maremma, nel Parco nazionale dell’Asinara, nell’area marina protetta di Punta Campanella, nel litorale Ionico di Reggio Calabria) ed è collegato con quelli già esistenti attraverso una rete telematica. Tra i servizi attivati quello di una banca dati nazionale, e quello del pronto intervento tartarughe attivo 24 ore su 24.

(Ufficio Stampa e Comunicazione Comune di Manfredonia)

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