No “unanime” allo zuccherificio

Il consiglio comunale di Manfredonia boccia il trasferimento della Sfir

L’assemblea consiliare cittadina dopo un lungo appassionato, franco e approfondito dibattito ha espresso unanimemente la contrarietà all’insediamento nell’area portuale dello zuccherificio e della centrale elettrica.

Non ci sono le condizioni che consentono l’insediamento degli impianti dello zuccherificio e della centrale elettrica nell’area portuale: la città non li vuole.

è il laconico quanto forte ed inequivocabile verdetto emesso dal Consiglio comunale di Manfredonia convocato in seduta straordinaria per discutere la proposta SFIR di delocalizzare nell’area portuale di Manfredonia lo zuccherificio di Foggia ed aggiungervi una centrale elettrica di 34 Megawatt. Un pronunciamento più che bipartizan, unanime, espresso senza mezzi termini e con dettagliate e circostanziate motivazioni, dai consiglieri comunali che hanno partecipato numerosi alla discussione risultata decisamente a senso unico. La maggioranza e l’opposizione ritrovatisi sulla medesima linea di difesa della città contro un accerchiamento pressochè generale ancorchè ingiustificato.

Ed è questa la posizione che sarà rappresentata al ministro Paolo De Castro nell’incontro dallo stesso convocato per il 3 novembre prossimo a Bari, al quale sono stati chiamati a partecipare con il sindaco di Manfredonia, il sindaco di Foggia, l’Amministrazione provinciale di Foggia, la Regione Puglia, i sindacati, le organizzazioni agricole. A darne notizia all’assemblea è stato lo stesso sindaco Paolo Campo che ha altresì evidenziato che gli era stato chiesto di soprassedere a tenere il consiglio comunale monotematico.

Ritengo invece” ha affermato Campo avviando il dibattito nella sala consiliare “che il Consiglio si debba tenere per consentire ai consiglieri di discutere in maniera trasparente, pubblica, liberamente su un problema che riguarda aspetti sostanziali della città e della sua popolazione“. Campo ha altresì chiesto che a Bari sia presente anche una delegazione di consiglieri di maggioranza e opposizione.

L’assemblea ha dunque accolto in pieno l’invito del sindaco del quale è stato apprezzato l’atteggiamento assunto. Per cinque ore attraverso una serrata fila di interventi è stato radiografato il progetto analizzato punto per punto con puntigliosa determinazione e specifica conoscenza fin nei particolari. L’ultimo aggiornamento della proposta imprenditoriale era stata illustrata dagli stessi dirigenti della SFIR in un incontro dalla stessa azienda richiesto e tenutosi presso il Municipio.

Oronzo Furio, Giovanni Ognissanti, Antonio Prencipe, Michele Gatta, Marco Di Sabato, Giuseppe Guidone, Luca D’Errico, Onorino Di Sabato, Raffaele Spagnuolo, Antonio Lurdo, Enrico Barbone, Donato Carbone, Matteo Quitadamo, Michelangelo Basta, Vincenzo D’Onofrio, Stefano Pecorella, Pasquale Rinaldi, in rappresentanza di tutti i partiti presenti in Consiglio (anche Italia dei Valori non rappresentato in Consiglio ha espresso il suo NO) hanno portato la voce della città che sulla spinata di una campagna mediatica sia pure distorta, ha avuto modo di seguire la vicenda.

In apertura Campo ha tracciato un escursus dell’evolvere della vicenda, dai primi approcci dell’azienda e man mano fino alla richiesta ufficiale di insediamento nell’area portuale. “Tutto nasce” ha ricostruito “dalla drastica riduzione operata dal passato Governo di ridurre la produzione di zucchero da barbabietole a beneficio di quello da canna da zucchero. Fra gli zuccherifici soppressi, quello di Foggia. La Sfir è riuscita ad acquisire una quota di produzione di zucchero da canna e si è pertanto trovata nella necessità di riconvertire il suo stabilimento grazie ai sostanziali contributi economici assicurati dalla CE. Di qui l’idea di traslocare a Macchia e costruirvi oltre allo zuccherificio un impianto di cogenerazione di energia consistente in una centrale elettrica di 34 MW e di una centrale termica di 40 MW“.

Sono emersi subito i motivi di criticità che l’ubicazione in quell’area presentava e che sono stati via via evidenziati nel corso del dibattito in aula. Un’area portuale e non un’area industriale – è stato fatto presente ñ destinata dal PRG recepito tanto da Manfredonia quanto da Monte Sant’Angelo, a servizio del porto e delle altre attività. Un’area peraltro cuscinetto espressamente lasciata a protezione dell’abitato di Manfredonia dall’area portuale e industriale distanti ormai solo alcune decine di metri. Zuccherificio e centrali elettriche si sarebbero per giunta trovati, fra l’altro, gomito a gomito con il Centro disabili per bambini San Pio e un ipermercato.

Tanto il sindaco quanto i vari consiglieri intervenuti, hanno aspramente denunciato le pressioni fino alle deformazioni andatesi intensificando da parte di certa stampa e di taluni esponenti politici e di vari enti territoriali affrettatisi a vere fughe in avanti inspiegabili, rispetto ai rispettivi enti di appartenenza dei quali nessuno ñ è stato detto – ha però mai espresso una posizione ufficiale, istituzionale. Un accerchiamento asfissiante che ha cercato di mettere in cattiva luce il Comune di Manfredonia al punto ñ è stato ricordato con sarcasmo ñ da imputargli la responsabilità di mettere in forse la decisione di insediare a Foggia l’Autority sulla sicurezza alimentare. “Al contrario ha affermato Campo “questo Comune si è segnalato tra i più attivi della provincia, aperto alle prospettive di sviluppo sostenibile, l’unico Comune che ha avviato una piattaforma ecologica seria“.

Non sono mancate le analisi tecniche ed economiche che hanno dimostrato come molte delle affermazioni sostenute dalla Sfir non possono trovare riscontro nella realtà locale. Anzicchè una iniziativa industriale è parso una affare finanziario dove le incertezze sopravanzano di parecchio le certezze peraltro vaghe. Ma al di là delle argomentazioni specifiche, si è rimarcato l’aspetto politico della questione, la coerenza con le scelte operate ormai da tempo da Manfredonia e che hanno trovato esecuzione nella nuova industrializzazione dell’area secondo ben definite direttive.

“è su questo piano” ha insistito Stefano Pecorella “che bisogna intensificare gli sforzi: occorre” ha detto “organizzare un percorso programmatico dello sviluppo che riguardi l’intero territorio“. Un indirizzo condiviso da Campo che ha ricordato come sia stato di fatto già attuato attraverso ñ ha esemplificato – il Terzo protocollo aggiuntivo al Contratto d’area che contiene un preambolo nel quale si tracciano gli indirizzi di sviluppo del territorio che hanno poi trovato riscontro nelle iniziative finanziate.

Questa in atto ñ è stato rilevato – si configura non certo come una lotta alla Sfir, bensì come una riaffermazione di quell’indirizzo di sviluppo sostenibile del quale Manfredonia si è fatta paladina.

(Ufficio Stampa e Comunicazione del Comune di Manfredonia)

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