Mister Di Mauro prepara il suo ritorno all’Agnuli

L’ex allenatore rossonero si racconta

In vista dell’attesissimo derby garganico, che si giocherà quest’oggi alle ore 14:30 al campo Agnuli di Mattinata, tra U.S. Matinum e R.Castriotta Manfredonia, abbiamo intervistato l’allenatore dei sipontini Vincenzo Di Mauro, mattinatese doc, che fino a due stagioni fa ha guidato i rossoneri, proiettandoli verso promozioni e salvezze molto apprezzate e sicuramente ancor’oggi ricordate dai suoi compaesani. Sentiamo cos’ha da dirci…

Allora mister Di Mauro, cominciamo dalle emozioni…
Lei è mattinatese da sempre, ha giocato sempre con la maglia dell’U.S.Matinum, ha allenato i rossoneri per ben 4 stagioni, poi l’anno scorso è passato ad allenare il R.Castriotta Manfredonia: ha vinto e perso con la maglia rossonera, avrà sicuramente gioito e forse anche pianto…! Oggi siederà per la seconda volta sulla panchina riservata agli ospiti dell’Agnuli! Cosa sta provando in questi giorni di vigilia? E cosa proverà quando scoccheranno le ore 14:30?

Ovviamente l’emozione di tornare sul terreno di gioco che mi ha visto protagonista prima come giocatore e poi come allenatore c’è, non lo si può nascondere… Ma credo, in tutta sincerità, che mi assalirà un pò meno dell’anno scorso, quando all’ingresso in campo mi accorsi di avere di fronte un’intera squadra che avevo di lì a poco guidato io, e i giocatori li conoscevo uno ad uno: fu come giocare contro me stesso… Oggi non vi è rimasto quasi nessuno, e di questo sono molto dispiaciuto!

La sua esperienza sipontina si può certamente ritenere sin qui positiva! Ha sempre avuto in mano una squadra competitiva e proiettata verso la vetta della classifica: come giudica la scelta del suo trasferimento, da qualcuno forse troppo aspramente criticata?

E’ vero, forse qualcuno ha esagerato! E la ringrazio per la domanda perchè vorrei approfittare per spiegare come andarono le cose, che a meno di smentite, posso dimostrare essere ufficiali.
Era il luglio del 2004 quando l’attuale presidente Giovanni Gentile, nell’angosciante prospettiva di non riuscire a programmare e poi gestire la stagione calcistica entrante, presentò ufficialmente una lettera di dimissioni al Comune di Mattinata (di cui io fui preventivamente avvisato), venendo meno di fatto ai progetti di rilancio della società, tra cui, oltre i giocatori, facevo parte anch’io nelle vesti di allenatore. Spinto dalla voglia di continuare nella mia nuova esperienza, che io ritengo a tutt’oggi essere mera passione, ed appurata l’impossibilità di farlo a Mattinata, mi vidi costretto a cedere alle lusinghe della Castriotta Manfredonia, cui colgo l’occasione ancora una volta per ringraziare pubblicamente, che più volte in passato, e anche in presenza del mio ex presidente, mi aveva proposto di misurarmi con una nuova realtà, finora rifiutata per via dei sacrifici familiari e per gli spostamenti cui sarei dovuto andare incontro. Ma ora la scelta era più facile, o meglio meno complicata, così… la firma.
L’unico rammarico che ho, anzi una vera e propria beffa, è che dopo pochi giorni dall’accaduto la società riprese il suo normale corso, con lo stesso presidente Gentile, che tuttora guida i rossoneri…
Ecco perchè posso tranquillamente affermare che la mia non fu una vera e propria scelta, ma una serie di circostanze che portarono ad una decisione, che per altro oggi difendo come la migliore, e di cui credo possa esserne fiero!

Mister, inutile fingere che questa è una partita come le altre! Sarebbe solo retorica: tra Mattinata e Castriotta non c’è mai stato un buon feeling, nonostante lo scambio continuo di giocatori. O forse proprio per questo? Troppi ex da una parte e l’altra cercano il minimo appiglio per dimostrare il proprio valore o per convincere degli errori fatti con le cessioni… Alla luce dei precedenti, Lei pensa che questa animosità sia motivata solo in questo?

Certo, soprattutto, ma ritengo altresì che ci siano dei precedenti tra queste due società che fecero scoppiare più di una scintilla… Nella stagione 2000-2001 nel girone di ritorno, a dieci giornate circa dal termine del campionato, il Mattinata affrontava, in una delicata partita utile per la permanenza in prima categoria, un Castriotta già matematicamente salvo e senza null’altro da poter chiedere alla classifica. Succedeva che nei minuti finali, con i rossoneri in vantaggio per 1-0, il Manfredonia riuscì a pareggiare, e cosa ancor più grave del mero risultato sportivo, molti giocatori in campo festeggiarono il gol con un animosità che non poteva certo passare inosservata a chiunque fosse lì presente. Il sottoscritto, che allora guidava proprio i rossoneri, assistette incredulo e dispiaciuto all’accaduto, ma ancor più lo fu quando da lì alla fine del campionato vide assurdamente i suoi ragazzi incapaci di conquistare quell’unico punto utile alla salvezza, e sottolineo in dieci gare.
Ritengo però, e forse proprio a conferma di quanto finora riportato, che non vi sia alla base una adeguata cultura calcistica. A questi livelli, almeno a questi, dovrebbe emergere, prima del giocatore, il ragazzo, che nella squadra e nella società deve crescere, allenarsi e poi giocare, solo quello, giocare e divertirsi. Noi invece, e sottolineo noi, preferiamo contrapporre a questo bisogno di insegnamento sociale le nostre presunzioni di allenatore o di presidente o di giocatore navigato. Ci priviamo di svolgere fino in fondo il nostro servizio, il nostro vero mandato, che a questi livelli dovrebbe meramente essere quello di infondere passione, per il calcio e per lo sport!

Infatti mister, e la storia sembra essersi ripetuta a parti inverse proprio l’anno scorso. A Manfredonia successe quello che nessuno si aspettava, forse…(?!). Una partita scontata si è trasformata in un tragico stop per la Castriotta alla scalata verso il trono della capolista Nuova Daunia Foggia… Alla fine la sconfitta subita per mano del Mattinata ha solo dato il la ad una serie di sconfitte finali che vi hanno fatto chiudere al 5∞ posto. Crede che anche questo possa influire sulla tensione già peraltro palpabile?

Certo, il ricordo è ancora fresco e la ferita è viva. Però permettetemi di sottolineare che il sottoscritto ha sempre manifestato passione vera per questo sport e non ha mai nè preferito nè benchè mai voluto aggiustare le partite, tant’è che a distanza di un anno continuo a dare atto dell’ottima prestazione dell’U.S. Matinum in quella partita e della pessima dimostrazione sfoggiata da i miei. A scanso di equivoci voglio precisare che, perchè tutti ricorderanno, il mio evidente rammarico al termine della partita non era (anche se sportivamente così è) dovuto solo alla perdita della gara, ma all’atteggiamento antisportivo manifestato durante e dopo la gara dai miei fidati amici (che tali credevo!).
Così come fu per la retrocessione del 2001, anche stavolta il fatto di non aver vinto il campionato è dipeso comunque da colpe non del Mattinata o di altre squadre, ma unicamente da un demerito tecnico nostro. E, anche se mi ripeto, sono assolutamente soddisfatto del campionato svolto lo scorso anno, ove i meriti dei miei giocatori sono stati sicuramente maggiori dei demeriti.

Certo però mister che sfortuna! In entrambe le occasioni Lei si è trovato a perdere dei punti preziosi, sia per la salvezza che per la promozione…

Lasciamo stare la sfortuna… quella è un’altra cosa!!

Dopo un’ottima partenza la sua squadra ha frenato la propria corsa, ma domenica scorsa ha rifilato ben 4 gol al Barletta. Siete a quota 22 punti, 9 in più del Mattinata e a soli 3 lunghezze dalla vetta della classifica. Dove pensa che potrete arrivare?

A detta di tutti la mia squadra è tra le favorite per la vittoria finale. Ma forse non tutti sanno (o fingono di non sapere!) che alla Castriotta da due anni, e cioè da quando sono arrivato io, è in atto un piano di ringiovanimento totale della squadra, che sta portando alla cessione di quasi tutti i pezzi pregiati per cui prima sono state fatte follie. Sicuramente ho un buon organico a disposizione, ma se fosse vero il dato che emerge da tutti gli addetti ai lavori (e non!) non si spiegherebbe perchè giocatori di una certa caratura tecnica ed agonistica siano andati via: una squadra che vuole vincere non cede i pezzi migliori, ma li acquista!
La dimostrazione comunque sta nel fatto che la stessa società non mi ha mai chiesto di vincere il campionato (anche se sono sicuro che lo spera, ovviamente!); e che l’anno scorso vuoi per l’entusiasmo, vuoi per la buona forma o per l’ottimo gioco dimostrato, ci trovammo a 4 gare dalla fine a sole due lunghezze di distanza dalla capolista, facendo credete a tutti (e sicuramente anche a noi stessi!) nel miracolo, dopo una cavalcata e risalita in classifica di numerose posizioni. Credo che possiamo dire la nostra, sì, ma non capisco come e soprattutto perchè tanti continuano ad indicare la mia squadra come la favorita, quando ci sono squadre come il Terlizzi, Bovino, Atletico Foggia, Minervino e lo stesso Vieste che han posto sin dall’inizio come obiettivo la vittoria finale e soprattutto possono vantare la presenza di numerosi giocatori di serie superiori, esperti e capaci di fare la differenza, sempre.
Ad ulteriore conferma, poi, di questo piano di ringiovanimento a cui sta tenendo fede la mia società vi è il fatto che a novembre, quando il mercato lo permetteva, nessun giocatore è stato acquistato per rafforzare la squadra e in più sono rimasti accasati tutti i giovani acquistati nell’arco degli ultimi due anni.

Potrebbe dirci cosa pensa del Mattinata, insomma come squadra…? Conosce tanti giocatori, forse tutti, e anche l’allenatore; ha avuto la possibilità di vedere più o meno tutte le squadre del campionato. Sulla base di ciò, crede che riuscirà a salvarsi anche quest’anno?

Anche se forse per qualcuno sarà difficile credermi, mi auguro sempre il meglio per la squadra a cui ho dedicato, credo, tanto di quel tempo, sottraendolo molto spesso alla mia famiglia, e da cui credo di aver ricevuto anche tanto, soprattutto da quei ragazzi che hanno sognato con me per 4 anni. Credo che l’attuale squadra è sicuramente attrezzata per centrare l’obiettivo che la società si è posto, e cioè la salvezza. Ma il rammarico più grande è che a livello personale ritengo che la società non abbia dato seguito al progetto avviato 5 anni fa, dallo stesso presidente Gentile e con il sottoscritto alla guida tecnica, della valorizzazione dei giovani locali.

L’anno scorso è riuscito a portar con sè a Manfredonia un suo pupillo, uno che a centrocampo da ordine e rompe il gioco avversario, Francesco Totaro. Quest’anno è riuscito, dopo tanta corte ed insistenza, ad aggiudicarsi il giovane Giulio Di Carlo, fantasia e velocità, uno che al pallone da sempre del tu. Crede che questo sia una certa continuazione del buon lavoro svolto a Mattinata?

La soddisfazione più grande che ho da quando non alleno più i rossoneri è verificare il costante e sincero apprezzamento fuori dall’Agnuli che tecnici e non riservano a giocatori quali Giulio Di Carlo, Francesco Totaro, Francesco Bisceglia, Emilio Arena, tanto per citarne alcuni. Questo a dimostrazione credo di un buon lavoro svolto in passato, che ancor oggi offre i suoi maturati frutti. Di quali giocatori mattinatesi si parlerà in futuro se non si continua nella valorizzazione del vivaio?

Sia Manfredonia che Mattinata non hanno pubblico (o tifosi) al seguito, a volte neppure in casa, se si esclude parenti o amici e quei pochi che preferiscono ancora il calcio giocato a quello in poltrona…! Crede che il calcio in Tv sia l’unica causa? Insomma, una volta sugli spalti si parlava e si sentiva ancora il profumo del ragù velocemente divorato… oggi!!??

Questo è un problema a livello nazionale, non solo di Manfredonia, Mattinata o Vieste. Il calcio professionistico e le Tv ci hanno tolto tutto, e gradi colpe, a mio modesto parere, le hanno i vari presidenti che si sono succeduti negli anni alla direzione della Federazione Gioco Calcio Italiana.

Mister, un’ultima domanda. Conoscendo molto bene Mattinata, crede che almeno oggi ci sarà pubblico sugli spalti? E come crede che l’accoglieranno?

Il pubblico? A valorizzare la tesi sostenuta pocanzi, credo che la contemporanea mancanza di partite di cartello radunerà molti curiosi e, forse forse, anche qualche vecchio nostalgico!!
L’accoglienza credo dipenderà soprattutto dalla spontaneità dei tifosi rossoneri e, in alcuni, se mi permette, da quello che hanno sentito dirsi in giro circa il mio trasferimento. Credo e mi auguro comunque che i mattinatesi sapranno apprezzare il ritorno, anche se da avversario, di qualcuno che, pur senza mai chiedere in cambio magnificenze o celebrazioni particolari, abbia dato a livello sociale e societario un grande contributo alla passione calcistica a Mattinata, soprattutto tra i giovani.

Grazie mister e in bocca al lupo!

Grazie a Voi e… buon divertimento!!

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