L’amministrazione dichiara lo ‘stato di emergenza’ dopo le alluvioni dei primi giorni di marzo

L’evento ha provocato ingenti danni nel territorio mattinatese e la denuncia di numerosi coltivatori della zona

Dopo il nubifragio dei primi giorni di marzo si contano i danni. L’evento ha provocato ingenti danni nel territorio mattinatese, danneggiando tra l’altro la viabilità rurale comunale che permette a numerose aziende agricole di raggiungere le proprie sedi di lavoro.

Si è resa necessaria perciò la richiesta, già inoltrata, da parte della Giunta comunale della “dichiarazione di stato di emergenza” con l’approvazione di una apposita delibera. “Per far fronte a detta situazione di calamità il Comune dovrà sostenere sin da subito, ingenti spese che non possono prescindere dall’intervento di aiuti statali e regionali mediante la dichiarazione di calamità naturale”. Nella delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta guidata dal sindaco Roberto Prencipe si sottolinea che “si tratta di un evento eccezionale che non può essere affrontato con mezzi ordinari” e che sono necessari pertanto “interventi di emergenza sia per evitare situazioni di maggiore pericolo o di maggiori danni a persone o a cose, sia per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite”.

E a seguito dell’evento alluvionale sono anche i privati a lamentare danni. “I liquami della condotta fognaria che corre lungo la circonvallazione-sud del Comune di Mattinata, fuoriuscendo dai tombini, si sono riversati in un terreno allagando l’intera superficie dell’uliveto ivi coltivato”. E’ la denuncia di un coltivatore diretto mattinatese. “Le copiose piogge degli ultimi giorni, mescolandosi con i liquami, hanno ancor più esteso la superficie inquinata interessando altri terreni limitrofi”. Oltre a lamentare “i gravi danni causati alla piantagione ed al terreno invaso dagli scarichi fognari”, la nota del legale avv. Michele Arena, diretta all’Acquedotto, alla Provincia, al Comune e all’Agenzia Regionale per la protezione ambientale (ARPA), “è volta a denunciare il concreto rischio di inquinamento”.

La denunciata situazione “non è nuova essendo essa a conoscenza delle autorità amministrative locali oltre che dell’Acquedotto Pugliese da anni, con esiti giudiziari definiti ed in corso, che hanno confermato – secondo la nota – la responsabilità dell’A.Q.P. per la fuoriuscita dei liquami dalla condotta fognaria”.

 


  • Francesco Bisceglia

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