Mattinata piange Giovanni Ciuffreda, campione nella vita, campione del mondo nello sport

Campione olimpico e mondiale in varie discipline sportive, poi tecnico di basket a Roma dove aveva lavorato

Giovanni Ciuffreda

E’ scomparso Giovanni Ciuffreda, un nostro concittadino che ha portato il buon nome di Mattinata anche fuori dei confini nazionali. Campione olimpico e mondiale in varie discipline sportive, poi tecnico di basket a Roma dove aveva lavorato in una filiale dell’Unicredit. Mattinata non lo ha mai valorizzato e onorato per quello che ha fatto. Nemo profeta in Patria.

Ripubblichiamo una intervista rilasciata nel 2007 a Antonio Latino per il sito web Mattinatesi.it. La versione integrale è stata successivamente pubblicata dall’autore nel libro “MATInates. Mattinatesi si nasce”. Luigi Basso Editore. 2007.

Giovanni Ciuffreda: campione nella vita, campione del Mondo nello sport !

Quella che mi accingo a raccontare è una bella storia a lieto fine che ha per protagonista un mattinatese che, dopo alcune disavventure si è affermato nella vita, ma prima ancora nello Sport. Sport con la “S” maiuscola visti i risultati che ha conseguito da atleta e che continua ancora a mietere anche in campo tecnico.

ImageSto parlando di Giovanni Ciuffreda cui mi lega un’amicizia databile in anni giovanili, oltre ad una parentela acquisita per via muliebre. Già in altre circostanze, circa venti anni fa, ho avuto modo di scrivere di lui mentre era nel pieno della attività agonistica: ricordo di averlo incontrato in alcune circostanze nella sua città di adozione, Roma e di averlo intervistato per “Puglia” e “Qui Domani” (testate per le quali all’epoca scrivevo) in alcuni momenti di pausa nella palestra in Via della Camilluccia, zona Monte Mario, all’interno della quale si allena ancora oggi.
L’articolo titolava “Giovanni Ciuffreda, campione malgrado tutto” (clicca qui), con evidente riferimento alle indubbie difficoltà patite dal giovane mattinatese, molte delle quali proprio nella sua terra (nella quale non mancavano, e forse non mancano ancora pregiudizi e barriere non solo architettoniche), prima di emergere nello studio e nello sport.

Ma voglio riproporre questo personaggio sui generis all’attenzione di tanti giovani che non lo conoscono, o meglio che, anche quando, in periodi di vacanza, capita di incontrarlo sul Corso Matino, con accanto alla carrozzina l’inseparabile amico Pino, non immaginano minimamente quello che di straordinario ha fatto e continua a fare questo distinto signore.
Senza dilungarmi ulteriormente passo la parola a lui, a Giovannuzzo come viene ancora chiamato da parenti ed amici di vecchia data, chiedendogli di parlarci dei ricordi a partire dalla prima infanzia, soprattutto di quelli più belli.

Allora Giuannù, a te la parola…
Sì, ciao. Sono nato l’8 marzo del 1962, puro mattinatese, da Francesco (Ciccille Cosce) e Maria De Filippo. Era giovedì, un giorno importante per il paese: mia madre mi racconta che nel Castelluccio dove la mia famiglia abitava, a quell’ora i paisène (i commercianti forestieri), stavano montando le bancarelle per l’ormai imminente apertura del mercato settimanale.

Da bambino ho girato parecchio tra ospedali ed istituti riabilitativi: a quel tempo non era facile trovare delle sistemazioni adeguate. Nei periodi di permanenza a casa ricordo mio nonno Raffaele De Filippo (donnapaùle) che con i suoi irresistibili scherzi faceva divertire me insieme alle mie tre sorelle ed ai tantissimi cugini.

I ricordi più belli della mia prima giovinezza iniziano nel 1973 quando si aprirono le porte del Centro Padre Pio di Manfredonia: fu allora che cominciai ad emergere nel gruppo, prima a scuola, successivamente anche nell’Istituto. In seguito feci rientro a Mattinata per frequentare le Scuole Medie e qui iniziò per me un altro grosso momento di aggregazione con l’aiuto di tanti amici, ma soprattutto dei calciatori dell’U.S.Matinum (di cui diventai una specie di mascotte) grazie anche al grande Presidente quale è stato Salvatore Del Giudice che in questa sede ricordo volentieri e sicuramente lo annovero tra i miei ricordi più cari insieme ad un’altra figura per me importante quale è stato il grande Raffaele Rignanese, che porto sempre nel mio cuore. Non vorrei far torto a nessuno, ma non posso dimenticare la simpatia di Peppe Torraco, ma naturalmente anche gli altri di quella magica squadra capitanata da Carmine. Ancora un pensiero particolare per Gino Aulisa che mi portava sempre con se nelle trasferte quando non potevo seguire la squadra.

Si sarà capito quale è sempre stata la grande passione che ho nutrito per il calcio, con al primo posto nei miei pensieri la mitica Juventus. Poi due anni bellissimi con il gruppo dell’Azione Cattolica (oltre a te che mi stai intervistando, Mimmo Potenza e sua moglie Anna, Michele Apaches il foggiano, Pierino Vaira, Mimmo Cindrone, Adele, Vittorio Di Mauro, insomma tutti i componenti di un gruppo veramente indimenticabile: erano gli anni in cui andavano di moda gli apparecchi ricetrasmittenti o baracchini che noi più velocemente sintetizzavamo in break-break.

Al termine delle fantastiche scuole medie ecco fare capolino nella mia vita un’altra persona alla quale devo molto: Anna Ruggiero, da quel momento, figura onnipresente, sempre. Grazie al suo interessamento nel 1976 arrivai all’Istituto don Orione di Roma e non nascondo la forte nostalgia provata nei primi tempi per Mattinata e quanto di bello avevo lasciato: mi mancavano soprattutto la famiglia, gli amici, l’U.S.Matinum.

Poi pian piano mi sono ambientato a Roma: qui ho scoperto lo sport per disabili e intanto continuavo gli studi con profitto, cominciavo ad ottenere risultati importanti nello sport e nella vita, tanto che, dopo il conseguimento del diploma di Ragioniere decisi di rimanere a Roma, dove ancora oggi vivo meravigliosamente, inizialmente per frequentare l’Università (Facoltà di Economia e Commercio). Da tanti anni ormai lavoro in un’Agenzia della Banca di Roma del gruppo Capitalia all’interno di un centro commerciale chiamato “I granai”, nella parte a sud della città e, poco distante, nel quartiere EUR si trova la mia abitazione.

Facci conoscere il tuo curriculum sportivo e relativo medagliere.
Nello sport credo di aver vinto tutto e fatto proprio di tutto. Sono stato primatista mondiale di slalom, quindi Campione Olimpionico alle Olimpiadi del 1980, Campione Europeo nei 200 metri, slalom e staffetta. Naturalmente ho detenuto, ma forse detengo ancora, diversi record nelle specialità slalom, 200 metri e 400 metri, oltre che in lancio del giavellotto e qualche medaglia importante al Tennis tavolo.

La velocità è sempre stata il tuo forte. Molti ancora ricordano quando, giovanissimo e con la chioma al vento, scorazzavi per Mattinata a bordo di quella rumorosa moto-carrozzina. Io invece rimasi più volte impressionato dalla potenza che sprigionavi in acqua, nel nostro mare mattinatese a suon di poderose bracciate.
Hai perfettamente ragione. Tutto sta nella forza sviluppata dalle braccia. Nel 1985 sono stato convocato nella Nazionale di Basket ed ho partecipato alla Coppa del Mondo in Australia. Per finire ho fatto gli Europei di Basket come allenatore al fianco del grande cestista del Banco di Roma Roberto Castellano… e scusate se è poco per un ragazzo semplice come sono io.

Cosa vorresti cancellare dal tuo vissuto?
In questi anni ho visto di tutto: cose belle ed altre di cui avrei volentieri fatto a meno. Mi riferisco alla tragedia dello Stadio Heisel nel 1985, in Belgio dove avevo seguito la mia Juventus che giocava la finale di Coppa dei Campioni. Ero a bordo campo e solo a ripensarci… è stato davvero sconvolgente. Vedere tutti quei morti e quella violenza in seguito mi ha fatto molto riflettere… credimi, sono cose che vorrei non rivivere più!

Incontri importanti?
Come potrei dimenticare il grande Presidente di tutti gli Italiani Sandro Pertini con la pipa tra le labbra: una giornata memorabile. Ed inoltre la cena a tu per tu con Papa Giovanni Paolo II nel 1986: ricordo che mi feci servire l’acqua dal Pontefice in modo molto semplice: cosa che non fu gradita a Mons. Angelini il quale subito dopo mise vicino a me acqua, pane e frutta per evitare che io potessi ancora disturbare Sua Santità!

Altre esperienze che ti hanno gratificato, oltre lo sport?
Qualche comparsata cinematografica e televisiva: quella che più volentieri ricordo nella scena finale del film Amici miei atto II, dove mi misuravo sulla distanza dei 100 metri, non ricordo se sulla pista dello Stadio Olimpico o del Flaminio, proprio con quel mito della risata quale era Ugo Tognazzi.

Tra sport, cinema e paparazzi sembri uscito da qualche scena de La Dolce vita o di Vacanze Romane. A proposito, un po’ di gossip: come va col cuore? (non in senso cardiaco, bensì sentimentale e conoscendo Giovanni, posso permettermelo anche per la sua elevata auto-ironia).
La mia vita a Roma scorre serena, non tanto movimentata come tu invece pensi, ma con tante soddisfazioni nel lavoro e nello Sport: dal 1994 sono allenatore e dirigente della S.P.R.O. (Sezione Polisportiva per la Riabilitazione) don Orione, la seconda squadra, per grado di importanza, di basket in carrozzina di Roma.
Quanto al cuore, attualmente non sono legato sentimentalmente, anche se in passato ho avuto diverse ragazze: purtroppo quando si è come me, sbarazzino e sempre in giro per l’Italia e per il Mondo, risulta difficile coltivare qualche storia seria e duratura. E poi anche in campo sentimentale ho sempre fatto quello che mi piaceva fare e credo che un giorno, il più lontano possibile, quando mi troverò al cospetto di Dio, avrò bisogno di un bel po’ di tempo per raccontargli tutto di me.
Ma sono contento così!

Da dirigente, cosa pensi dell’esperienza di Luca Pancalli, presidente del C.I.P. (Comitato Italiano Paraolimpico) quale Commissario straordinario della Federcalcio?
Mi limito a dire che in pochi mesi, forse invano, ha portato una ventata di aria nuova e di moralità all’interno di un ambiente deteriorato da troppi, forse loschi, interessi economici.

Cosa vorresti dire ai tuoi concittadini, a chi li amministra, a chi si occupa di Sport a Mattinata?
Il mio rapporto con chi amministra non è idilliaco, forse perché non essendo residente non posso esercitare il diritto di voto: spesso mi sono stati negati dei diritti e non dico altro… sono molto distante. Pensa che per avere riconosciuto il posto auto per disabili davanti la casa dei miei genitori ho dovuto lottare non poco e devo ringraziare la tenacia di mio padre e di mio zio Giuseppe se ci sono riuscito.
Se posso aggiungere non sono proprio contento di come sono trattati i mattinatesi che vivono fuori dal contesto cittadino e che pure si sono distinti in svariati campi. E a Mattinata, da sempre, più di qualcuno ha ben rappresentato la cittadina fuori dalle sue metaforiche quattro mura.

Forse non ne sei a conoscenza, ma la scorsa estate 2006, nel bel mezzo del galà La Notte dei Faraglioni, qualcuno tra i tuoi concittadini, ha fatto il tuo nome per l’attribuzione di uno dei relativi premi in palio.
No, non lo sapevo. Ricordo invece molto volentieri il Premio che mi conferì l’U.S. Matinum per la mia vittoria alle Olimpiadi 1980, nel bel mezzo di una partita, forse nel Campionato di Calcio di 2ª categoria 1980-81.

Ti piacerebbe un giorno, magari in pensione, tornare a vivere a Mattinata?
A Mattinata torno sempre volentieri: ci sono i miei vecchi e due delle mie sorelle con le rispettive famiglie. Per la pensione è ancora presto, e poi, coi tempi che corrono… meglio non pensarci!
Ho ancora molti amici, primo fra tutti Claudio (sempre al mio fianco nei momenti belli, ma anche in quelli da dimenticare), suo fratello Pino, l’architetto Marcello Clemente e tanti altri. Non vorrei omettere nessuno dalla citazione e se l’ho fatto, non me ne vogliate.

Ti imbarazza a Mattinata parlare con l’accento romanesco?
Sono orgoglioso di essere Mattinatese e con i romani spesso me ne vanto. A Mattinata invece mi diverte parlare romanesco.

Ciao Giovanni e grazie. Regalaci presto nuovi successi.
Ci provo, ma il Grazie va a Voi. Ciao a tutti i miei compaeani!

  • Autore
    Antonio Latino

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