A Giovanni, testimone della perseveranza che ha arricchito la sua comunità di nascita

La capacità della Parrocchia, della comunità e della professoressa Anna Ruggiero, di venerata memoria, se ne fecero carico attraverso una pluralità di convergenti azioni per fornire risposte all’epoca definite profetiche

Giovanni Ciuffreda

La storia di una famiglia resta sempre una realtà in cui per la sua intima essenza dei sentimenti tutti i congiunti si rispecchiano, si intercettano , si fondono per diventare unità di intenti, ma anche forza vivente.

E la storia del compianto Giovanni si inserisce in questo percorso che lo ha visto, tra le tante prove e sfide, emergere come un gigante in anni ancora privi di concrete prospettive.

Bisognava attrezzarsi soprattutto culturalmente per individuare un orizzonte capace di recepire aspirazioni per assicurare un futuro di serenità e di benessere.

Non il caso, ma la capacità della Parrocchia, della comunità e della cara Anna Ruggiero, di venerata memoria, se ne fecero carico attraverso una pluralità di convergenti azioni per fornire risposte all’epoca definite profetiche.

Così la successiva formazione scolastica, affidata all’Opera di Don Orione, restituì una persona ormai matura che iniziava a realizzare i propri sogni: il lavoro, la famiglia, lo sport.

Per tale ragione, ogni espressione, seppur di conforto in questo momento, risulta superfluo, indifferente e forse del tutto inutile rispetto alla presenza del dolore che per intensità blocca addirittura il respiro.

La morte ha bussato alla Sua porta, aprendo un varco nella Sua esistenza e facendoci chiedere dove è Dio che consente che si sviluppi un dolore innocente.

Anzi, atti di ira pongono Dio sul banco degli imputati quasi a rompere ogni rapporto di fede perché l’umanità prende il sopravvento.

C’è però il bisogno di comprendere con amore il disegno ed il progetto di Dio per ogni sua creatura.

“Chi crede non è mai solo“ e Giovanni ha oltrepassato la soglia dei viventi, accompagnato dalla schiera di Angeli perché la Sua testimonianza di uomo e di professionista, ma anche di una persona che ha convissuto con la sofferenza merita la misericordia di Dio.

Quindi non un Dio colpevole, ma misericordioso che ha abbracciato questo Suo figlio con un amore che, se può farsi ricorso ad una umana categoria, è riservato per grandezza a coloro che hanno trasformato le umane difficoltà in un sacrificio quotidiano, affrontato sempre con gioia.

È vero, nulla sarà per la famiglia come prima epperò la preghiera dei tanti ed i ricordi di chi ha avuto il privilegio di conoscere e stimare Giovanni possono lenire un dolore ineguagliabile.

Giovanni è stato un testimone della perseveranza che ha arricchito la sua comunità di nascita!

Michele di Bari

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