Distretti Produttivi: alcune risposte

Si susseguono numerosi in questi giorni gli incontri per illustrare alle imprese ed ai Consorzi – non soltanto ai Soci – gli scenari e le opportunità aperti dalla Legge Regionale 3 agosto 2007 n. 23, Promozione e riconoscimento dei distretti produttivi (il testo è disponibile nell’area documenti di questo portale).

Non è difficile riscontrare come il territorio presenti una grande domanda di informazione, oltre alla necessità di ascolto che molte problematiche vecchie e nuove presentano agli imprenditori.

Per questo motivo si è ritenuto di riassumere e pubblicare di seguito le domande più frequenti che ci sono state rivolte in questi giorni, auspicando possano essere di aiuto per altre aziende e soggetti che – sentendo parlare di Distretti – non hanno chiare le motivazioni che suggeriscono di partecipare alla costituzione.

1. Cosa si intende per Distretto Produttivo?

Il Distretto Produttivo è un insieme di imprese integrate fra loro da relazioni produttive, tecnologiche o di servizio che decidono di perseguire strategie e finalità di sviluppo condivise; in altre parole, sottoscrivono un patto in cui si impegnano a collaborare per favorire lo sviluppo del territorio, rinunciando ad individualismi e protagonismi.

2. Come riuscire a vedere riconosciuto un Distretto?

La Legge prevede che per costituire un Distretto siano necessarie almeno 30 imprese che facciano parte di una filiera, ovvero un settore produttivo, verticale o orizzontale. Le imprese sottoscrivono un documento che riassume le idee per migliorare la qualità e favorire la crescita del territorio (il patto di cui sopra).

Tale programma di sviluppo deve essere condiviso dalle Associazioni di categoria maggiormente rappresentative, dai Sindacati e da enti di governo del territorio, in modo da garantire le finalità pubbliche dei futuri interventi.

3. Che ruolo ha la Regione?

L’ipotesi distrettuale viene ufficialmente riconosciuta dalla Regione Puglia.
Ogni proposta deve pervenire alla Regione entro il 28 febbraio di ogni anno.

4. Il Distretto otterrà finanziamenti? E le imprese del Distretto?

Qualora il patto venga approvato dalla Regione, il Distretto verrà ammesso alla partecipazione di appositi bandi per il finanziamento dei progetti presentati dalle Aziende aderenti.

Tali progetti devono rappresentare l’attuazione pratica di quanto inserito nel patto, ovvero iniziative concrete per lo sviluppo del territorio.

Per questi motivi, non è difficile prevedere che molte ipotesi di Distretto presentate in questi giorni e formulate senza uno specifico programma REALMENTE condiviso dalle imprese saranno destinati a vita breve oppure a non tradursi in concrete opportunità di sviluppo.

5. Chi può presentare i progetti per lo sviluppo del Distretto Produttivo?

I progetti possono essere presentati da un Nucleo promotore del distretto produttivo in rappresentanza delle aziende (almeno trenta), degli Enti pubblici, delle Associazioni, dei Consorzi che hanno sottoscritto il patto.

E’ la stessa Legge Regionale a discipilnare modalità e procedure organizzative del Nucleo promotore.

6. Quali obiettivi inserire nel patto?

La Legge afferma che la Regione includerà i Distretti nei propri programmi di intervento, al fine di offrire strumenti per:

a) accrescere la competitività e la capacità innovativa, per ampliare la presenza sui mercati esteri;
b) intensificare i processi di crescita dimensionale;
c) favorire la nascita e lo sviluppo di nuova imprenditorialità, in particolare nelle attività a più alto contenuto tecnologico.

Provando a simulare alcuni obiettivi concreti, riteniamo di poter dire che saranno riconosciuti programmi di sviluppo che contengano la creazione di marchi di distretto, la creazione di osservatori e centri studi, progetti di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico, attività promozionali e legate alla internazionalizzazione dei prodotti, ma anche ambiziosi progetti di bonifica e riutilizzo di siti industriali dimessi e – più in generale – realizzazione di opere ed infrastrutture strettamente funzionali e connesse al potenziamento, miglioramento e risanamento del territorio.

7. Perchè la mia impresa dovrebbe aderire al Distretto Produttivo?

Per affrontare i problemi vecchi e nuovi, quelli che derivano da scelte del passato e le minacce della globalizzazione, c’è un assoluto bisogno di cooperare, di fare squadra. Si avverte netta la necessità di costruire reti tra imprese e tra queste e la Pubblica Amministrazione, chiamata a svolgere un ruolo diverso da quello che la storia ci consegna.

E’ un’opportunità per rendere concreto l’aiuto che le Associazioni di categoria offrono ai propri associati.

Il riconoscimento di un territorio in Distretto, in definitiva, altro non dovrebbero essere che un premio all’iniziativa di chi – attraverso un piano di sviluppo – riesce a creare un sistema di imprese in grado di rafforzare e rendere attraente e competitivo il proprio territorio.

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