Comunicato politico del consigliere Giuseppe Aulisa

Riceviamo e pubblichiamo integralmente nota stampa

Fedele all’impegno senza retorica ad improntare alla propositività la mia attività consiliare, nella giornata odierna ho depositato tre proposte di deliberazione che mi auguro verranno discusse ed approvate nella seduta del Consiglio Comunale dedicata al bilancio.

Trattasi di un complesso di misure che, sia singolarmente considerate sia valutate nel loro complesso, intendono offrire soluzioni che vadano incontro alle condizioni di pesante sofferenza dei più giovani e delle attività produttive, partendo dal duplice convincimento che si tratta delle categorie sociali che maggiormente scontano i pesanti effetti della crisi economica e che sul tema è da registrare l’assordante silenzio dell’azione amministrativa. Di seguito procedo ad offrire un breve riassunto degli interventi e ad esplicitare la ratio sottesa a ciascuno di essi.

1. APPLICAZIONE AI B&B DELLA TARIFFA DELLA TASSA RIFIUTI SOLIDI URBANI PREVISTA PER LE UTENZE DOMESTICHE. RATIO: ACCRESCERE LA COMPETITIVITA’ DEL COMPARTO TURISTICO; GARANTIRE EQUITA’ DEL PRELIEVO TRIBUTARIO. I bed and breakfast rappresentano la modalità ricettiva più diffusa sul nostro territorio, per ragioni legate in parte al contesto urbanistico ed in parte alle caratteristiche morfologiche del nostro contesto territoriale. In molti casi siamo davanti ad attività che vengono svolte in assenza di alcuna organizzazione imprenditoriale, tant’è che la legge stessa non consente di qualificare i b&b come impresa, difettando del requisito dell’abitualità, e ne permette l’esercizio senza partita Iva. Non meno frequentemente, i locali adibiti a questa attività sono seconde case di soggetti che hanno maturato l’idea di impiantarvi un b&b più per poter recuperare le spese connesse alla tassazione immobiliare che non per trarvi un reale profitto.

A ciò va aggiunto che il progressivo restringimento della stagione turistica, che ne concentra l’attività in poche settimane, e lo scarso potere contrattuale in sede di determinazione dei prezzi, frutto delle ridotte dimensioni e dell’assenza di logiche manageriali nella relativa gestione, hanno determinato un progressivo assottigliamento dei margini di profitto. Questa evidenza da un lato impedisce ai gestori un reinvestimento delle risorse incassate teso alla riqualificazione strutturale dell’offerta, dall’altro riduce la convenienza ad avviare questo genere di iniziativa specie se al loro avvio fa seguito un ingiustificato inasprimento della tassazione. Rifacendomi ad una pronuncia del settore Finanza Locali dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e ad un recente orientamento giurisprudenziale, questa prima proposta di deliberazione richiede l’applicazione ai b&b della tariffa TARSU prevista per le utenze domestiche in luogo di quella più onerosa prevista per gli alberghi che attualmente scontano. Peraltro, a differenti conclusioni non potrebbe comunque giungersi se si analizzano  da una parte i due principi cardine che presiedono alla disciplina della tassa rifiuti (il principio di derivazione comunitaria del “chi inquina paga” ed il principio della effettiva capacità di produrre rifiuti) e dall’altra i principi della capacità contributiva e dell’equa ripartizione del carico fiscale che sottendono al sistema tributario nel suo complesso.

E’ dunque del tutto evidente che la quantità di rifiuti ritraibile da un b&b è analoga a quella che si produce in una normale abitazione. Ergo, ai fini Tarsu, la tariffa da applicare è quella prevista per le utenze domestiche.

Tale misura si prefigge altresì di raggiungere i non secondari obiettivi di:
a. accrescere il tasso di competitività delle nostre strutture turistiche rispetto ad altri contesti territoriali con cui ci confrontiamo,
b. ampliare l’offerta turistica rimuovendo gli ingiusti appesantimenti fiscali che ostacolano l’avvio di questa tipologia di attività,
c. incrementare i margini di profitto, stimolando per tale via gli investimenti tesi alla riqualificazione strutturale dell’offerta.

2. ESENZIONE TARSU PER LE NUOVE INIZIATIVE GIOVANILI. RATIO: STIMOLARE LE INIZIATIVE GIOVANILI; ACCRESCERE LA COMPETITIVITA’ DEL SISTEMA PAESE; FAVORIRE IL RICAMBIO GENERAZIONALE. Recenti rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Statistica mostrano dati allarmanti sul fronte della disoccupazione giovanile. Un vero e proprio bollettino di guerra i cui riflessi negativi si concentrano nelle Regioni meridionali. La Provincia di Foggia, poi, soffre da sempre, in maniera endemica e capillarmente diffusa, di questa problematica.  Calando i numeri nella realtà del nostro paese, è sotto gli occhi di tutti che l’assenza di prospettive, resasi particolarmente asfissiante negli ultimi anni, ha ulteriormente amplificato i processi migratori verso le regioni settentrionali.

A soffrirne non sono soltanto coloro i quali decidono di impostare il proprio percorso di vita e lavorativo fuori dagli angusti confini locali, ma anche le attività commerciali presenti sul territorio che vedono pericolosamente restringersi il mercato di riferimento. Il tasso di sfiducia verso il futuro, poi, rappresenta un ostacolo insormontabile e scoraggiante per i molti giovani potenzialmente interessati ad avviare un’impresa che lasci i suoi frutti sul nostro territorio. È a questa platea che bisogna rivolgersi, cercando di offrire soluzioni che diano propulsione all’iniziativa imprenditoriale.

Sulla scorta di queste ineluttabili considerazioni, la mia proposta prevede l’esenzione per tre anni dal pagamento della Tarsu per i giovani che avviano un’attività sul nostro territorio. L’accesso al beneficio è condizionato al rispetto di due requisiti di buon senso. Data la complementare esigenza di dare stimolo all’imprenditoria femminile, nel caso in cui la nuova iniziativa sia avviata da una donna, prevedo il rispetto di uno solo dei due parametri.  

3. ESENZIONE SECONDA RATA IMU PER GLI IMMOBILI CONCESSI IN COMODATO GRATUITO A PARENTI IN LINEA RETTA ENTRO IL PRIMO GRADO. RATIO: ALLEVIARE DIFFICOLTA’ FINANZIARIE DELLE FAMIGLIE; RIDURRE L’IMPATTO DELLA TASSAZIONE IMMOBILIARE. Un recente emendamento alla Legge di Stabilità ha previsto la possibilità di esentare dal pagamento della seconda rata Imu gli immobili attribuiti in comodato gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado (sostanzialmente ai figli). Nel caso di più immobili attribuiti in comodato, tale agevolazione può riguardare uno solo di essi. La legge rimette tuttavia alla potestà deliberativa dei Comuni la scelta di avvalersi o meno di questo beneficio.

Ritengo quindi di dover presentare questa proposta e che la stessa rappresenti una indispensabile boccata d’ossigeno per le casse di molti contribuenti, anche sulla scorta delle seguenti ulteriori considerazioni:
a. la difficoltà di molti giovani a trovare stabile occupazione rende eccessivamente oneroso il sostenimento delle spese di acquisto di un immobile, circostanza questa che deprime il mercato immobiliare e l’attività delle imprese edili;
b. le indicazioni rivenienti dalle rilevazioni dell’Istat descrivono una profonda sofferenza del mercato degli affitti; pertanto, per i numerosi immobili sfitti colpiti dall’inasprimento della tassazione immobiliare, non vi è la possibilità di compensare tale incremento con i proventi derivanti dalla locazione;
c. gli Italiani sono un popolo che storicamente ha preferito investire i propri risparmi nel mattone, diversamente dai popoli anglosassoni tradizionalmente avvezzi all’investimento in titoli. Siamo oggi davanti ad una ricchezza ingessata, il più delle volte improduttiva di reddito.

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