Agli amici dell’Associazione ‘Sentimento Meridiano’

Riceviamo e pubblichiamo integralmente nota stampa

Le cosiddette “verità storiche” per ora sono solo vostre verità, certamente non condivise unanimemente dalla storiografia italiana, quella da voi definita “ufficiale” . E’ chiaro che le ricerche devono proseguire nel tempo per arrivare a una nuova e più obiettiva “verità”.  Il punto è, però, da quali premesse si parte: se unicamente da una di “stampo neoborbonico”, o anche da una eventuale di “stampo neosavoia/rdo”, non si va da nessuna parte!  Noi preferiamo un metodo rigorosamente scientifico e obiettivo, sentimenti a parte (che anche noi abbiamo, e come!).

Citare le ultime elezioni, che hanno reso l’Italia ingovernabile, a parere nostro è importante per il semplice motivo che un movimento, più o meno come il vostro, la famigerata “Lega Nord”, potrebbe controllare tutta l’Alta Italia. E sapete benissimo che la Lega di Bossi è sorta prima di tutto in polemica con il Sud Italia, cioè con “i meridionali, brutti, sporchi e cattivi”,  condividendo con voi una concezione distorta del Risorgimento nazionale (vedi le tesi aberranti del razzista Borghezio).

Quanto alla vostra locandina abbiamo contestato l’uso del logo del nostro Comune perché associato a un “1860” grondante sangue! Il 1860 ricorda l’impresa di Garibaldi che non ci risulta essere stato un sanguinario, ha solo vinto con poche migliaia di volontari in camicia rossa il cosiddetto “esercito di Franceschiello” con comandanti ottantenni e mercenari svizzeri! Se il
Regno delle Due Sicilie fosse stato economicamente forte, avrebbe avuto anche un suo esercito di conseguenza, non credete?

Certamente con l’arrivo dei Piemontesi (il Piemonte era un piccolo Regno che nel 1848 – 49 ebbe forza e coraggio di sfidare la potente Austria!) gli avvenimenti presero un’altra piega: noi condividiamo le vostre critiche e severe condanne per gli eccidi di una feroce guerra civile, da non guardare però solo dal punto di vista borbonico.

Nessuno contesta il vostro diritto di “offrire momenti di cultura” (comunque unilaterali e di “impronta borbonica”!). Il fatto è, amici di “Sentimento Meridiano”, che i nostri illuminati  amministratori comunali hanno condiviso con questo comitato un anno intero di iniziative, a costo zero, per celebrare il 150° dell’Unità d’Italia. Il giorno delle ultime votazioni abbiamo appreso della vostra iniziativa solo attraverso la locandina, che sinceramente ci è parsa offensiva dei nostri sentimenti nazionali e unitari; anche perché ci risulta che la vostra associazione, come la Lega Nord, ha considerato giorno di lutto il 17 marzo 2011 (è risaputo che i fascisti considerano allo stesso modo il 25 Aprile !). Il Popolo italiano forse non si libererà mai da queste profonde divisioni!

Come si legge nell’articolo “Unità e Neoborbonici: l’Italia celebra una menzogna, è solo retorica!” pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno del 16 marzo 2011, vigilia della festa Nazionale, il dottor Capitano Alessandro Romano, tra le tante amenità, dichiara “Domani l’Italia festeggia il tricolore, ma i neoborbonici saranno in piazza con bandiere del Regno listate a lutto e suoneranno l’inno al Re di Paisiello del 1778”.

Se di lutto vogliamo parlare, non dimentichiamo quello per i martiri della Repubblica Partenopea del 1799: a Napoli, Palazzo  Filomarino, prospiciente Basilica di Santa Chiara, poi casa di Benedetto Croce e sede dell’Istituto Nazionale di Studi filosofici,  da quel fatidico e tragico anno, conserva l’usanza del mezzo portone chiuso, appunto in segno di lutto, per ricordare Luisa  Sanfelice, l’ammiraglio Caracciolo e tanti altri eroici personaggi immolatisi per le idee nuove e per la libertà. 

Il nostro Sindaco e l’Amministrazione Comunale per la festa del 17 marzo 2011 hanno fatto stampare ben tre manifesti, uno dei quali invitava la cittadinanza a esporre il tricolore, cosa puntualmente avvenuta con un gran tripudio di bandiere! Lo ricorderà il vice Sindaco Raffaele Prencipe che in quella storica giornata è stato al nostro fianco, sostituendo il Sindaco impossibilitato nella circostanza, pronunciando indimenticati discorsi ufficiali al mattino in piazza Roma e al pomeriggio nella mostra iconografica e documentaria “Preti, cafoni e Massari: Mattinata dal brigantaggio al Regno Unito”  allestita presso il Museo Civico.   

Se i nostri beneamati amministratori con un minimo di correttezza ci avessero informati e resi partecipi subito della vostra iniziativa avremmo sicuramente suggerito un dibattito a più voci sul problema più generale dell’annosa “Questione Meridionale”, che appunto da 150 anni e più interessa il nostro Sud. In quell’ambito è chiaro che il Dr. Alessandro Romano avrebbe potuto ampiamente illustrare le sue inedite ricerche ed esporre le sue tesi in un libero e amichevole dibattito, sicuramente, in quel caso, con reciproco arricchimento culturale.

Ci scusiamo per la svista del 1862, citata a memoria, anziché 1861, ma la sostanza non cambia sulla ferocia anche dei nostri briganti e, guarda caso, specialmente di alcuni originari di Mattinata: come Matteo Diurno (ex soldato borbonico) che durante le stragi brigantesche di Vieste volle cibarsi della carne del povero liberale Giannicola Spina! Macabro esibizionismo antropofago non condannato dal clero oscurantista e borbonico locale, ma che ebbe poi un certo rilievo sulla stampa nazionale: anche questo è stato il brigantaggio borbonico meridionale!

Alla luce di quanto sopra respingiamo i giudizi di “superficialità e approssimazione” a proposito della storia del Risorgimento italiano: nelle nostre iniziative per il 150° dell’Unità, nella mostra allestita presso il Museo Civico abbiamo anche noi mostrato, accanto a tanti documenti originali, le medesime vostre foto raccapriccianti di briganti e vittime civili della repressione piemontese. Purtroppo non sappiamo se esistono foto delle vittime dei briganti, anche questa sarebbe una ricerca da fare e che suggeriamo al Dr. Romano. 

Navigando su Internet abbiamo avuto modo di ascoltare la conferenza tenuta a Vieste dal Dr. Alessandro Romano durata ben due ore e mezzo: francamente molte affermazioni e documenti relativi a nobilissime figure del nostro Risorgimento (tra l’altro Verdi e Mameli) ci lasciano non poco perplessi e, nostro malgrado, consideriamo di sincero impedimento anche per un eventuale, e a breve, futuro incontro.

Comunque, siamo tutti figli di una amata terra, il Sud, la Puglia e il nostro Gargano, e se ci divide l’analisi di pochissimi anni di stragi e violenze ci uniscono invece 150 anni di sforzi comuni e di vicinanza per uscire dal sottosviluppo e da un mortificante anonimato storico, da addebitare ai Borboni e ai Piemontesi, ma forse anche a noi stessi.


  • Il Comitato cittadino per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia a Mattinata

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