Addio a Pasquina Basso, la straordinaria artista che ha raccontato la nostra terra attraverso le sue opere

Ha avuto una carriera ricca e lunghissima durante la quale le sue opere sono state esposte in tantissime mostre di tutto il mondo, riscuotendo sempre un gran successo

Pasquina Basso

Si è spenta a Roma, dove abitava, la talentuosa artista Pasquina Basso. Originaria di Mattinata, innamorata della sua terra con un attaccamento viscerale alle sue radici, tanto da poterla incrociare sovente tra le viuzze del nostro paese.

Ha avuto una carriera ricca e lunghissima durante la quale le sue opere sono state esposte in tantissime mostre di tutto il mondo, riscuotendo sempre un gran successo. Molteplici anche le collaborazioni artistiche con gallerie d’arte, esposizioni e mostre.

Dopo aver terminato gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, Pasquina Basso si trasferisce a Los Angeles, dove lavora nello staff espositivo dell’ Art Gallery della University of California e, sempre nella stessa città, la Limited Eclition Gallery organizza una mostra dei suoi quadri ad olio e a tempera. Rientrata in Italia, si dedica alla grafica e il suo lavoro “Serialità grafica di un’immagine”, oggetto di mostre a Genova e a Roma, viene preso in esclusiva dalla Tecno s.p.a. di Milano.

Espone in mostre personali in varie città italiane e presta la sua opera di collaborazione artistica nella Galleria romana “Il Collezionista “e in quella modenese ” Mazzoli”, per le quali cura le personali di artisti americani della Transavanguardia.

Nell’81 presenta al teatro Argentina di Roma, in occasione della manifestazione in memoria di Piero Campi, una cartella serigrafica, acquerellata a mano, in omaggio ai versi del poeta.

Degli anni Ottanta sono la realizzazione delle vetrate della cappella del Cimitero Monumentale di Jenne e l’allestimento della mostra, di cui cura anche il catalogo, “Messaggi dell’arte africana”, nelle sale dell’Istituto Italo Africano di Roma. Supportato da un approfondito studio storico e iconografico della ceramica della Daunia, il suo interesse si sposta sull’arte vascolare antica; realizza così alcune serie di vasi fittili ispirati, nelle forme e nella decorazione, agli originali archeologici.

La Camera di Commercio e l’Ente Provinciale del Turismo di Foggia, ne acquistano una serie per la manifestazione “A tavola con i Dauni”; un’altra, di esemplari unici, viene acquistata dal Rotary Club di Manfredonia.

Quest’ultima esperienza la spinge a trattenersi spesso in Puglia, soprattutto nella zona del Gargano, di cui è originaria, e lì per le manifestazioni d’arte “Le Micce”, nella splendida cornice della necropoli danna di Monte Saraceno, sotto il Patrocinio della Provincia e della Camera di Commercio di Foggia, organizza una performance delle sculture di Paolo Ristonchi.

Pasquina Basso
Pasquina Basso

Il contatto con la cultura del luogo spinge l’artista a ricercarne le diverse manifestazioni d’arte nel tempo. Riscopre i “dietro vetro” pugliesi e ad essi si ispira sia nell’espressione degli ex voto, sia in quella delle immagini sacre e non. La mostra itinerante a Foggia e nelle città limitrofe, dell’estate del ’96, “I vetri votivi della Capitanata”; l’esposizione dei suoi dipinti nelle sedi dell’Istituto Italiano di Cultura di Salonicco e di Bruxelles; il calendario “Il Gargano ponte tra Europa ed Oriente”; la sua partecipazione alle mostre di Arte Sacra nel Complesso Monumentale di San Francesco a Ripa di Roma e nella Rocca Abbaziale di Subiaco testimoniano il suo profondo coinvolgimento.

Il metodo di cui si avvale è esattamente il contrario di quello utilizzato per la pittura su tela o su carta: parte dal particolare per giungere al generale. Questa tecnica rende impossibile ogni tipo di ripensamento o correzione, i particolari di una figura, le ombre di un panneggio, vengono progressivamente coperti dal colore del volto, dell’abito e per ultimo da quello del fondo. Una volta delineato un contorno e steso il colore, l’eventuale errore resta.

Nella più recente produzione, Pasquina Basso si discosta dalla maniera che precedentemente l’ha caratterizzata, la personale interpretazione del dietro-vetro originale, e si esprime in immagini suggerite dalla fantasia, ma dettate anche dal fascino che su di lei hanno esercitato le miniature cartacee del XIII secolo – che riprende nella loro iconografia -, legate comunque profondamente alla storia della sua terra e ai cui autori l’artista vuole rendere omaggio. Sono immagini di pellegrini, cavalieri, crociati, flutti, montagne, barche, che nel movimento delle figure, nella ricchezza dei soggetti e nella molteplicità dei richiami affascinano e coinvolgono profondamente.

  • Altre informazioni
    Biografia e foto tratti da "I dipinti di Pasquina Basso raccontano", edizioni LiboGrafica

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